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giovedì, 12 novembre 2009
Yoani Sanchez
 
Poco più di trentenne, laureata in filologia,Yoani Sanchez è una delle pochissime voci libere di Cuba. Il suo blog si chiama Generazione Y perchè, dice, “è ispirato alla gente come me, quella che ha un nome che inizia con la Y”. I suoi post criticano il governo cubano raccontando il desiderio di cambiamento dei giov...ani e forse per questo ricevono centiania di commenti da tutto il mondo. Quando Castro ha lasciato ha scritto “Non riesco a prendere sonno. Tutta la mia vita ho passato con lo stesso Presidente. Non solo io ma anche mio padre e mia madre. Molte generazioni di cubani non si sono mai chieste chi li avrebbe governati. Neanche adesso ma almeno sappiamo chi si è fatto da parte”. In questo post, invece, commenta il discorso di Raul Castro davanti al Parlamento dopo che questo ha ratificato formalmente il passaggio di consegne familiare.
Il discorso di Raul Castro, non ha dissipato i miei dubbi. Il continuo insistere sulla parola “cambiamento” senza mai sostanziarla, l’allusione alle possibili aperture, non mi hanno minimamente convinta. Le frasi “entro una settimana” o “nel corso di quest’anno”, mi hanno ricordato il tanto desiderato bicchier di latte, promesso per lo scorso 26 di luglio e assente ancora dalla mia tavola frugale. Domenica mi sono sentita come l’egittologo francese Champollion: cercavo di decifrare ogni parola, ogni persona nuova che ha preso il potere. Sebbene non possa interpretare tutto quello che è accaduto posso cogliere alcuni segnali e formulare almeno delle perplessità. Il fatto, per esempio, che Manchado Ventura sia ora il vicepresidente, è un chiaro segnale che nè la tolleranza nè i desideri delle nuove generazioni guideranno i prossimi passi della classe politica cubana. Ortodossia, fedeltà a Fidel sembra esclamarechi, invece, quasi dieci anni fa, firmò una mozione per impedire l’albero di Natale nei luoghi pubblici.
Nell’intento di dare un senso alle parole del discorso di Raul Castro e alla mia esistenza, mi ha lasciato perplessa la promessa di abolire la tessera alimentare. Questo mi spinge a lanciare questa provocazione: cambio i tre etti di zucchero, i chili di riso e il pacchetto di caffè che mi spettano al mercato razionato per una dose di libertà di espressione. So, tuttavia, che il mio negoziante si spaventerà se gli chiederò alcuni etti di diritto di associazione, un paio di cucchiai di libera opinione e appena una breve porzione di possibilità di decidere. Sicuramente mi sbaglio, ma nel discorso di ieri mi sarebbe piaciuto sentire qualcosa di questo genere. I geroglifici egiziani, spesso, sono più facili da interpretare della noiosa e statica politica cubana.
Scritto da: catetom alle ore 22:34 | link | commenti | Categoria: yoani sanchez
sabato, 31 ottobre 2009
L'Araba Fenice delle meduse

La medusa immortale

Scritto da: catetom alle ore 17:52 | link | commenti | Categoria: immortale, meduse
domenica, 18 ottobre 2009
Rifiuti nucleari:nessuno sa dove nasconderli
Traffico di rifiuti nucleari dalla Francia verso la Siberia.


Secondo il giornalista Laure Noualhat, questo è stato possibile solamente grazie ad un "errore giudiziale": perché l'uranio impoverito, l'uranio ed il plutonio ricaricato non erano considerati come rifiuti atomici, ma piuttosto come "materiale radioattivo." Di conseguenza, gli scarti instradati ufficialmente via mare verso la Russia non erano ufficialmente finalizzati al trattamento come rifiuti atomici perché ciò sarebbe stato severamente vietato dalle normative in materia.Il ministro francese dell'ambiente, Chantal Jouanno, ha avviato un'inchiesta su questo affare. Ha dichiarato martedì 13 ottobre su Francia-Info che l'industria nucleare francese dovrebbe essere totalmente trasparente." Un gruppo di manifestati aderenti a "Sortir du nucléaire" ha accusato il ministro Jouanno di aver tentato di guadagnare tempo prima di aprire un'inchiesta. Questo gruppo ha chiesto che i rifiuti atomici siano riportati in Francia.
La Francia, come la Germania, non ha trovato ancora un luogo permanente per collocare i suoi rifiuti nucleari. Le autorità francesi incaricate del nucleare hanno intenzione di collocare i rifiuti nucleari prodotti negli ultimi tre decenni e quelli che produrranno
in avvenire, vicino a Bure, all'est della Francia, in una fossa a 500 metri, 1640 piedi, di profondità.
Source: spreadthetruth.fr

Scritto da: catetom alle ore 23:46 | link | commenti | Categoria: rifiuti tossici, no al nucleare, scorie radioattive, rna rete nazionale antinucleare
sabato, 17 ottobre 2009

I bambini ci osservano:

 

Scritto da: catetom alle ore 16:05 | link | commenti | Categoria: i bambini ci osservano

Qualche IMBECILLE ha pontificato (senza avere nessuna conoscenza in merito) che i rifiuti di una centrale atomica stanno in una valigia e "basta"<vetrificarli,immergerli nel cemento e seppellirli in una profonda caverna>...sic!.

Questa mappa risale al 2003 quindi è in difetto e non in eccesso.

 

 Mappa del nucleare i...

 

Un palazzo di sessanta piani di paure atomiche (Flavia Amabile)
La mappa dei 53 mila metri cubi di scorie nucleari custoditi in Italia.

ROMA - Le centrali nucleari sono chiuse dal 1987, eppure in Italia ci sono: 53 mila metri cubi di rifiuti nucleari, quanto un palazzo di sessanta piani. La verità è che più che chiuse le centrali sono in stato di «custodia protetta passiva», dunque continuano a produrre ogni anno una certa quantità di rifiuti radioattivi. A questi vanno aggiunti altri 2mila metri cubi di rifiuti radioattivi, di origine medica e sanitaria, o creati durante le attività di ricerca o simili, e poi rottami metallici, vecchi quadranti luminescenti, parafulmini.
Cerchiamo di capire dove sono. Il rapporto di Legambiente risale al 1999 ma è ancora valido. Il primo nome citato è il Centro Enea di Rotondella, conosciuto anche come «Trisaia», in provincia di Matera dove a quasi trent’anni dall'avvio del programma, si trovano ancora 2,3 metri cubi di rifiuti liquidi mai solidificati nonostante le ripetute richieste degli organi competenti. I rifiuti, oltretutto, sono contenuti in strutture metalliche di acciaio e carbonio che ormai non sono più in grado di garantire la tenuta. Il centro di Trisaia ospita anche 64 elementi di combustibile irraggiato, attualmente sospesi in una piscina di stoccaggio, circa 3 metri cubi di prodotto fissile e fertile (uranio e torio), 14 container di rifiuti biomedicali; dagli anni Sessanta è la sede dell’unico cimitero di rifiuti nucleari esistente in Italia, quattro fosse in cui sono stati accumulati rifiuti solidi radioattivi ad alta attività (pari a circa 100 curie) contenenti cobalto 60, Cesio ed altri radionuclidi. I rifiuti sono stati cementificati e le fosse ricoperte con uno strato di bitume.
Durante l’attività le centrali nucleari hanno prodotto 1916 tonnellate di combustibile esausto, 328 delle quali sono ancora stoccate in Italia presso gli impianti di Caorso e Trino e la vasca del reattore di ricerca Avogadro a Saluggia. Quello di Saluggia è un deposito particolarmente a rischio, si trova sulle sponde della Dora Baltea, a due chilometri dalla confluenza con il Po, sopra le più importanti falde acquifere del Piemonte: nessuno può immaginare che cosa può accadere in caso di alluvione. Ci sono poi la centrale del Garigliano in provincia di Caserta dove è in funzione un impianto per il recupero e la solidificazione di liquidi e fanghi prodotti in passato e stoccati, e quello di Casaccia nel Lazio dove opera un impianto per l'estrazione di particelle alfa dei rifiuti del plutonio in modo da diminuirne la radioattività. Coperte da segreto militare sono tutte le informazioni sulla centrale nucleare della base di Pisa, ma è presumibile che rifiuti siano conservati anche lì.
Ai depositi delle centrali vanno aggiunti i depositi pubblici e privati delle scorie create dagli ospedali, non sempre del tutto in linea con le norme di sicurezza stabilite dalla legge. Secondo i dati raccolti dal Servizio di prevenzione sanitaria della Regione Lombardia, ad esempio, in un solo anno (tra il giugno 1997 e il giugno 1998) le aziende sanitarie lombarde hanno rilevato più di 100 carichi di rottami metallici radiocontaminati, quasi tutti in provincia di Brescia, evidentemente sfuggiti ai controlli doganali. Nel 55% dei casi l'oggetto radioattivo era costituito da materiale metallico radiocontaminato, nel 17% dei casi da vere sorgenti radioattive e nel 18% dei casi da quadranti di strumenti. In alcune sporadiche occasioni sono stati ritrovati parafulmini radioattivi e rilevatori di fumo. E poi vanno contati resine, fanghi, rifiuti attivi secchi, rifiuti solidi o liquidi in attesa di trattamento.
C’è poi un ulteriore quantità di materiale radioattivo su cui si hanno poche informazioni, quello proveniente dai traffici illeciti. Il rapporto di Legambiente ricorda che nel periodo 1996-1998, in particolare, risultavano entrati 2 milioni e 260mila tonnellate di rottami ferrosi attraverso i valichi ferroviari di Gorizia e Villa Opicina e quello stradale di Valico Sant'Andrea, lungo la frontiera orientale italiana: oltre 15mila tonnellate sono risultate radioattive e rispedite oltre confine.

La Stampa del 24/11/2003

Scritto da: catetom alle ore 13:53 | link | commenti | Categoria: la stampa, no al nucleare, scorie radioattive, scaiola, yucca mountain disposal plan, mappa depositi scorie radioattiv
giovedì, 15 ottobre 2009
Henri Cartier Bresson

Due foto stupende di Henri Cartier Bresson:

 

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Scritto da: catetom alle ore 21:45 | link | commenti | Categoria: foto dautore, henri cartier bresson, cartier-bresson klein erwitt
venerdì, 09 ottobre 2009
Chernobyl

Le foto che vedete sono del paese di "Pripyat" a circa 1,8 chilometri dalla centraledi Chernobyl.Le prime  sono della gente che vive tranquillamente,per nulla preoccupata dalla vicinanza con la centrale,rassicurata dai politici e dagli ingegneri nucleari pensa di non avere nulla da temere,si sposa lavora,vive.Si nota un centro abitato in espansione. con la centrale sullo sfondo, anch'essa con lavori di ingrandimento in corso.





Il secondo gruppo di foto sono del 2006,20 anni dopo "l'incidente".Tutto è drammaticamente immobile,cristallizzato dalle radiazioni.Sembra tutto uguale, salvo che la presenza della ruggine e delle piante che piano piano riprendono il loro spazio e della rumorosa assenza dell'uomo.Le radiazioni sono ancora li,fortissime,ma non si vedono.Balza agli occhi solo la mela: gonfia,malata,corrotta.
Nessuno degli abitanti di Pripyat pensava di morire.






La situazione delle radizioni

Il mostro:

Un volo sulla tragedia infinita:
 

Scritto da: catetom alle ore 22:49 | link | commenti | Categoria: no al nucleare
lunedì, 05 ottobre 2009
Cuore di tenebra

Alcune delle polveri  più fredde e scure dello spazio brillano in questa immagine a raggi infrarossi dall'Osservatorio Herschel, una missione ESA con la partecipazione dalla NASA. L'immagine è  composta dalla luce catturata simultaneamente da due dei tre strumenti di Herschel:la fotocamera di matrice photodetector e lo spettrofotometro con il suo ricevitore di immagini spettrali e fotometriche.L'immagine rivela una fredda e turbolenta regione dove il materiale comincia appena a comprimersi per creare nuove stelle. Esso è situato sul piano della nostra galassia,la via lattea, 60 gradi dal centro.

Scritto da: catetom alle ore 22:12 | link | commenti | Categoria: foto nasa, notizie esa, ossevatorio herschel
Mobilitazioni popolari.Se il buongiorno si vede dal mattino!

Faccio notare al ministro Scaiola che stiamo parlando (solo) di pale eoliche e non di centrali nucleari.Ne vedremo delle belle.

Scritto da: catetom alle ore 19:40 | link | commenti | Categoria: no al nucleare, pale eoliche, scaiola
sabato, 03 ottobre 2009
Doisneau,foto come quadri...
Due splendide fotografie di  Robert Doisneau che sembrano opere di pittori impressionisti.

Cyclo cross,1947

Factory,1946
Scritto da: catetom alle ore 23:41 | link | commenti | Categoria: foto dautore, robert doisneau
venerdì, 02 ottobre 2009
Dissesto idrogeologico italiano

dissesto idrogeologico 
dissèsto idrogeològico Degradazione ambientale dovuta principalmente all'attività erosiva delle acque superficiali, in contesti geologici naturalmente predisposti (rocce scarsamente coerenti), o intensamente denudati per la distruzione del ricoprimento boschivo. Può essere prevenuto con opere di imbrigliamento dei deflussi, di consolidamento dei terreni, di rimboschimento e di razionalizzazione delle pratiche agricole.
fattori di rischio
Rientrano nell'ambito dei fenomeni che alterano, spesso in modo catastrofico, l'equilibrio geomorfologico dei territori, l'erosione idrica diffusa e profonda (frane), le alluvioni, l'erosione marina (arretramento dei litorali), la subsidenza indotta dalle attività antropiche, e le valanghe, ovvero tutti quei fenomeni per combattere gli effetti dei quali si richiedono interventi di difesa del suolo finalizzati alla previsione, prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico. La dimensione del problema è particolarmente rilevante in Italia, dove dal 1918 al 1994 sono stati registrati rispettivamente oltre 17.000 e oltre 7000 eventi franosi e alluvionali calamitosi, i quali nell'ultimo ventennio del Novecento hanno provocato danni al patrimonio stimati in 30.000 miliardi di lire e 645 decessi; la tendenza all'aumento degli eventi idrogeologici catastrofici, fatta registrare negli ultimi anni, si può mettere in relazione con pratiche di gestione del territorio che hanno privilegiato l'occupazione e lo sfruttamento indiscriminati del suolo, e solo marginalmente con mutazioni delle condizioni meteorologiche medie indotte da variazioni climatiche.
normativa sulla prevenzione
La normativa per la difesa del suolo ha subito alcune integrazioni, resesi necessarie per la mancata completa attuazione della l. 18 maggio 1989, n. 183, legge quadro in materia. Tale legge individuava nel piano di bacino idrografico lo strumento principale per la gestione del pericolo idrogeologico, demandandone l'elaborazione alle Autorità di bacino, per i bacini di rilievo nazionale, e alle Regioni, per i bacini minori. Tuttavia, palesi conflitti con altri enti competenti sul territorio e carenze tecniche hanno impedito alle Autorità di bacino di definire i suddetti piani e, nel corso del tempo, anche in ragione della l. 4 dic. 1993, n. 493, che aveva previsto una gradualità nella realizzazione degli stessi, si è proceduto attraverso un'impostazione per progetti formulati secondo aree omogenee o settori tematici (piani di stralcio). Gli atti giuridici per la definizione di questi strumenti di pianificazione sono quasi sempre intervenuti al seguito di catastrofi idrogeologiche: il d. l. 11 giugno 1998, n. 180, confermato dalla l. 3 ag. 1998, n. 267, e corredato per gli indirizzi di coordinamento dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri 29 sett. 1998, è successivo all'evento calamitoso, causato da rovinose colate di fango, occorso in diversi territori del Salernitano, dell'Avellinese e del Casertano, noto con il nome del comune più colpito, Sarno; il d. l. 12 ott. 2000, n. 279, che stabilisce interventi urgenti per le aree a rischio idrogeologico molto elevato, segue i tragici eventi di esondazione, causati da intense precipitazioni, verificatisi nel territorio del comune di Soverato in Calabria. Le Autorità di bacino di rilievo nazionale e interregionale, e le Regioni per i restanti bacini sono vincolate ad adottare piani di stralcio per l'assetto idrogeologico contenenti, in partic., l'individuazione delle aree a rischio idrogeologico e la perimetrazione di quelle da sottoporre a misure di salvaguardia. L'attività di pianificazione della lotta al d. i. ha comunque conseguito negli anni più recenti risultati significativi. Nel 1999, infatti, sono stati approvati alcuni importanti piani di stralcio (di bacino "Attività estrattive" e "Qualità delle acque" da parte dell'Autorità di bacino del fiume Arno, piani di stralcio "Assetto idrogeologico" per il fiume Po, "Riduzione del rischio idraulico" per il fiume Arno, "Difesa dalle alluvioni" e "Tutela ambientale della zona Le Mortine" per i fiumi Liri-Garigliano e Volturno) e sono stati avviati 109 interventi urgenti per la riduzione del rischio idrogeologico in aree che presentano complessivamente una popolazione altamente esposta di 130.000 persone. È stata inoltre predisposta dal ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio, in collaborazione con il Dipartimento per i servizi tecnici nazionali e l'ANPA, la prima analisi omogenea a livello nazionale del pericolo idrogeologico (livello di attenzione per il rischio idrogeologico definito in frazione di un indice calcolato a scala comunale), dalla quale sono risultati 3671 i comuni a rischio molto elevato e a rischio elevato (45,3% del totale dei comuni italiani). Per tale elaborazione gli estensori si sono avvalsi dei dati risultanti dall'attività degli enti preposti allo studio e alla gestione dei fenomeni associati al d. i.: GNDCI (Gruppo nazionale per la difesa dalle catastrofi idrogeologiche); Dipartimento della protezione civile; Servizio geologico nazionale; Servizio idrografico e mareografico nazionale. In partic., il GNDCI, nel contesto del progetto AVI (Aree vulnerate italiane), ha ultimato (1998) l'archivio digitale delle zone colpite da frane e inondazioni, provvedendo alla pubblicazione di una carta sinottica a scala 1:1.200.000, nella quale sono riportate oltre 15.000 località che hanno subito eventi catastrofici (9085 frane e 6456 inondazioni); sono stati completati gli studi di verifica del grado di efficacia dell'archivio riguardo alla valutazione e alla perimetrazione della pericolosità da frane e inondazioni. Inoltre, il Servizio geologico nazionale ha portato a termine nel 1999 la determinazione della "propensione al d." dei territori comunali: partendo dalla carta della propensione al d. della litologia affiorante, dedotta dall'elaborazione sintetica georeferenziata dei dati AVI relativi ai fenomeni franosi sulla carta geologica alla scala 1:500.000, è stato calcolato, per ogni formazione geologica, un indice di franosità come rapporto tra il numero di frane occorse nella formazione stessa e l'area della sua superficie affiorante, in base al quale i terreni sono stati classificati ad alta, media o bassa propensione al d.; si è successivamente giunti alla carta della classificazione dei territori comunali in base alla propensione al d., calcolando, per ogni singolo comune, la percentuale di territorio ricadente nelle classi precedentemente definite.
Treccani.it
Scritto da: catetom alle ore 23:46 | link | commenti | Categoria:

Saul Bellow (1915-2005)

Herzog
If I am out of my mind, it's all right with me, thought Moses Herzog.
Some people thought he was cracked and for a time he himself had doubted that he was all there. But now, though he still behaved oddly, he felt confident, cheerful, clairvoyant, and strong. He had fallen under a spell and was writing letters to everyone under the sun. He was so stirred by these letters that from the end of June he moved from place to place with a valise full of papers. He had carried this valise from New York to Martha Vineyard, but returned from the Vineyard immediately; two days later he flew to Chicago, and from Chicago he went to a village in western Massachusetts. Hidden in the country, he wrote endlessly, fanatically, to the newspapers, to people in public life, to friends and relatives and at last to the dead, his own obscure dead, and finally the famous dead
.

Herzog
Se sono matto, per me va benissimo, pensò Moses Herzog. C'era della gente che pensava che fosse toccato, e per qualche tempo persino lui l'aveva dubitato. Ma adesso, benché continuasse a comportarsi in maniera un po' stramba, si sentiva pieno di fiducia, allegro, lucido e forte. Gli pareva d'essere stregato, e scriveva lettere alla gente più impensata. Era talmente infatuato da quella corrispondenza, che dalla fine di giugno, dovunque andasse, si trascinava dietro una valigia piena di carte. Se l'era portata, quella valigia, da New York a Martha's Vineyard. Ma da Martha's Vineyard era riscappato indietro subito; due giorni dopo aveva preso l'aereo per Chicago, e da Chicago era filato in un paesino del Massachussets occidentale. Lì, nascosto in mezzo alla campagna, scriveva a più non posso, freneticamente, ai giornali, agli uomini pubblici, ad amici e parenti e finì per scrivere pure ai morti, prima ai suoi morti e poi anche ai morti famosi.
(Traduzione: Letizia Ciotti Miller)

 Saul Bellow in New York in 1975, the year "Humboldt's Gift," about a Pulitzer Prize-winning author, was published.

Scritto da: catetom alle ore 00:24 | link | commenti | Categoria: incipit, saul bellow, herzog
sabato, 26 settembre 2009
Risultati della chiamata al risveglio.

Ricevuto da Avaaz

Cari Amici,

Wow. la Chiamata al Risveglio di Lunedi è stata incredibile -2632 eventi in 134 paesi, decine di migliaia di telefonate che hanno mandato in tilt le linee dei governi, un'incredibile creatività e varietà di eventi, che hanno raggiunto direttamente i capi di stato e i primi ministri dall'Australia all'Europa. Non si può descivere a parole, ci proviamo con questo video:

Clicca qui per vedere questo incredibile video!
Clicca qui per guardare il video:https://secure.avaaz.org/it/sept21_hub/

La notizia della Chiamata al Risveglio è stata coperta sulla stampa da centinaia di articoli ed è stata data come notizia serale ovunque dalla Germania alla Nuova Zelanda. Il responsabile per l'ambiente in Europa ha lodato "la mobilizzazione di così tante persone da parte di Avaaz.org",il Primo Ministro del Regno Unito è stato il primo leader ad aderire alla nostra richiesta di andare a Copenhagen e ha dichiarato che con "la pressione che un'organizzazione come la vostra può esercitare...ciò che la gente ritiene impossibile può diventare possibile". Il ministro per l'ambiente spagnolo ha definito la nostra azione"straordinaria" .

I leader mondiali ci hanno sentito. Ma come il Summit delle Nazioni Unite di Martedi ha dimostrato, la singola azione di un giorno non è sufficiente per ottenere un progresso reale sul clima. Dobbiamo tornare di nuovo, con voci sempre più forti, fino a che non otterremo un trattato sul clima equo, ambizioso e vincolante.

Manterremo la pressione alta attraverso la campagna TCKTCKTCK fino a Copenhagen, con un'altra giornata di azione a livello globale il 24 Ottobre e inizieremo a programmare già da adesso la PIÙ GROSSA MOBILIZZAZIONE DELLA STORIA PER IL 12 DICEMBRE, in corrispondenza degli ultimi giorni delle negoziazioni di Copenhagen.

Avaaz è forte di 3,6 milioni di membri in 14 lingue, in ogni paese del mondo. Lunedi il nostro movimento ha fatto un enorme passo in avanti -- abbiamo dimostrato che possiamo non solo inviare milioni di messaggi ai politici o donare milioni per buone cause, ma siamo anche capaci, in pochi giorni, di inondare le strade e far andare in tilt le linee telefoniche da Città del Messico a Mumbai.

Se rimaniamo uniti, tutto è possibile.

Con speranza ed emozione per il futuro,

Ricken, Ben, Paul, Milena, Alice, Luis, Brett, Taren, Margaret, Iain, Pascal, Graziela, Paula, Benjamin, Rajeev, Veronique, Raluca, Julius, Yuri, Saravanan, Vladimir, Tihomir, Sam, Emma e tutto il team di Avaaz

PS - il video qui sopra è stato realizzato mettendo insieme più di 10,000 fotografie di eventi di Chiamata al Risveglio e più di 600 video caricati sul sito di Avaaz in sole 24 ore! C'è stata più di una lacrima tra le persone che hanno montato il video perchè abbiamo davvero visto la straordinaria dedizione di tutti, dalla comunità di Avaaz ai nostri partner della campagna TCKTCKTCK, alle persone che hanno partecipato per la prima volta nella loro vita ad un'azione per il clima. Clicca qui per vedere questo straordinario movimento in azione:
https://secure.avaaz.org/it/sept21_hub

Scritto da: catetom alle ore 11:51 | link | commenti | Categoria: cambiamento climatico, avaaz
venerdì, 25 settembre 2009
Ancora su l'alieno panamense.

Per completare la notizia relativa all'alieno di panama ecco il servizio di  Canal 13 Telemetro con i ragazzi che hanno visto (e pare ucciso) la creatura mentre usciva da una grotta nascosta da una cascata.
Scritto da: catetom alle ore 14:38 | link | commenti (1) | Categoria:
giovedì, 24 settembre 2009
I resti di un alieno a Panama

Alcuni ragazzi ,a Panama,hanno effettuato un ritrovamento che,con un eufemismo,chiamiamo strano.Il quotidiano di informazione panamense Telemetro Canal 13 riporta la notizia di una strana creatura fotografata recentemente nel Cerro Azul  sulla cui origine rimangono ancora molte domande. Quattro ragazzi tra i 14 e i 16 anni avrebbero rinvenuto questa carcassa  sabato 12 settembre mentre giocavano nella zona.La notizia va naturalmente presa "con le molle".Secondo alcuni studiosi la "creatura" somiglierebbe ad un bradipo mutato o comunque privo della peluria.La  conferma a questa teoria sarebbe data dalla forma delle zampe la cui parte finale si presenta ad uncino.In effetti i bradipo è presente in quelle zone.Nè studiosi nè autorità hanno visionato il corpo,quindi le notizie che circolano non sono in alcun modo controllabili.probabilmente si tatta di una bufala ben architettata,ma,per adesso,abbiamo i resti di un "alieno" a Panama.

 

Scritto da: catetom alle ore 18:51 | link | commenti | Categoria: misteri, alieno a panama
martedì, 22 settembre 2009
Domani in edicola il primo numero del "FATTO QUOTIDIANO"
Scritto da: catetom alle ore 20:52 | link | commenti | Categoria:
(LA STAMPA)Il lutto scorrevole (Tratto dal Blog "Buongiorno" di Massimo Gramellini)

La rappresentazione del dolore più intenso ha mostrato due Italie diverse: quella ufficiale ha riempito le chiese, l'altra era distratta dalla sua quotidianità

Gli anziani ricordano che durante i funerali del Grande Torino l'Italia intera si arrese al dolore. Saracinesche abbassate e lutto al braccio, da Bolzano a Palermo. Un senso di sgomento collettivo, immortalato in pagine stupende da Indro Montanelli, che raccontò una partita di calcio giocata in piazza San Marco dai ragazzini veneziani: si passavano il pallone evocando i nomi dei caduti. Il lutto allora era il Lutto.

Scavava nelle persone e restava aggrappato per sempre ai fili della memoria. Ma ancora negli anni Settanta la morte di un Papa o una strage terrorista provocavano le stesse reazioni solenni. La tv di Stato dettava la linea, abolendo di colpo i programmi di svago per trasmettere musica classica, mentre le sale da ballo spegnevano le luci e il silenzio regnava assoluto nelle piazze e dentro gli stadi. Era tale la convinzione che il lutto dovesse avere quel genere di struttura tragica che il giorno in cui a Dallas venne assassinato Kennedy i giornali italiani si rifiutarono di pubblicare gli articoli dei loro inviati, che testimoniavano invece il disinteresse dell’America profonda per lo storico evento, surclassato dal campionato di baseball.

Poi il lutto ha incominciato a cambiare anche qui. È successo quando le immagini hanno preso il posto delle parole e le emozioni quello dei sentimenti. Le immagini e le emozioni sono potenti, ma brevi e superficiali. Come certi temporali estivi che sconquassano il suolo ed evaporano in fretta, senza penetrare in profondità e lasciando la terra più arida e assetata di prima. Nessun evento recente, a parte le Due Torri, è apparso abbastanza memorabile da coinvolgere intensamente una comunità intera. Nessun evento, nemmeno la morte di sei soldati a Kabul. La rappresentazione del dolore che è andata in scena ieri ci ha mostrato due Italie. Quella ufficiale, raccolta lungo il corteo delle bare, nella basilica di san Paolo e nelle tante chiese italiane, come la Gran Madre di Torino, che alla stessa ora si sono riempite di militari. E l’Italia dei telespettatori, la nostra Italia, che ha continuato a lavorare e vivere come sempre. Dove le uniche serrande abbassate erano quelle dei negozi chiusi per turno e molte scuole non avevano neppure la bandiera a mezz’asta. Tutti abbiamo dato un’occhiata ai telegiornali, alla ricerca di un pretesto per commuoverci, purché fosse un pretesto in grado di farci sentire meno bellicosi e più buoni. Lo abbiamo trovato in due bambini. Uno di due anni, l’innocenza assoluta, che indica la bara del papà quasi fosse un gioco. E l’altro di sette, l’infanzia resa adulta dal dolore, che corre sotto l’altare della chiesa per accarezzare il legno che racchiude le spoglie di suo padre. Ci siamo commossi, innaffiando il fazzoletto come il nostro premier in prima fila: stavolta ci ha rappresentati proprio tutti. Abbiamo pianto, ci siamo soffiati il naso. Poi abbiamo chiesto in cucina cosa c’era per secondo. È normale, funziona così ed è persino sciocco scandalizzarsi di questa incapacità cronica di stare dentro le situazioni per più di un attimo. La stessa incapacità che portava la conduttrice di un telegiornale a decantare con occhio umido gli eroi di Kabul e, girato il foglietto, ad assumere un'espressione da maliarda per svelarci l’ultimo gossip post mortem su Lady Diana e l'ex presidente Valéry Giscard d’Estaing.

Il simbolo plastico del cambiamento rimane l’uso dell’applauso. Fu inventato per sottolineare un'approvazione, mentre oggi si direbbe che la sua funzione principale consista nel coprire i baratri aperti dal silenzio, questa brutta bestia che ci induce a pensare, quindi fa paura e va rimossa come la morte. Le persone che fuori dalla basilica applaudivano le bare erano convinte in buona fede di esprimere solidarietà. In realtà stavano scacciando il dolore che passava dinanzi ai loro occhi, temendone il contagio. Ci avete fatto caso che i familiari delle vittime, gli unici a soffrire davvero, non applaudono mai?

Eppure sarebbe stucchevole rimpiangere il bel lutto che fu. Ogni epoca ha le sue rappresentazioni. La nostra ha espulso il sacro e con esso i riti comunitari che gli davano un’aura di credibilità. Si pattina leggeri sulla superficie, affastellando emozioni e mescolando ricordi: fra sei mesi non sapremo più se la tragedia di Kabul è accaduta prima o dopo quella di Nassiriya. D’altronde tutti si rammentano in modo vivido il Vietnam, pure chi non c’era, mentre delle due guerre irachene resta una macedonia di sensazioni in qualche angolo della testa. Proviamo di tutto, ma dimentichiamo anche tutto. Persino la nostra bandiera. Per onorare i caduti, il Pd del Lazio ha stampato un manifesto nero con striscia rossa, bianca e verde: i colori dell’Ungheria.
Scritto da: catetom alle ore 19:56 | link | commenti | Categoria: gramellini, la stampa
sabato, 19 settembre 2009
Grande appello globale al risveglio del clima di lunedì.
Ricevuto da Avaaz:
Ciao,

attend
Il nostro appello globale al risveglio sul clima conta già 1500 eventi e la valanga di telefonate ai leader arriveranno appena in tempo per il vertice ONU della prossima settimana. Sarà una cosa grandiosa, non perdertelo – trova un evento vicino a te:
Controlla quest’incredibile elenco. E' la mappa di oltre 1500 eventi per il grande appello globale al risveglio per il clima di lunedì. il Brasile ha 153 eventi, la Francia 95, la Nuova Zelanda 26 -- guarda cosa sta facendo ogni nazione, e se c’è un evento dietro l’angolo:

http://www.avaaz.org/it/tcktcktck_map

(la maggior parte sono eventi “flash”veramente semplici e divertenti, tutto quello che ti serve sono 5 minuti ed un cellulare!)

Assicurati che I leader che parteciperanno al vertice ONU sul clima si risveglino martedì mattina con la notizia che 1559 dimostrazioni, marce, meeting and "flashmob" in tutto il pianeta hanno inondato le onde radio e le loro linee telefoniche con un irresistibile appello all’azione...

http://
www.avaaz.org/it/tcktcktck_map

Entusiasti per tutto ciò,

Ricken, Milena, Paul, Veronique, Ben e l’intero team Avaaz.

PS – Lunedì ci sarà una sorprendente varietà di eventi per l’appello al risveglio -- un cerchio di tamburi in Guatemala, una cerimonia in spiaggia in Polinesia, una marcia a Kinshasa. Ma un eccitante evento globale è la prima del nuovo film sul clima The Age of Stupid. Immagini e video tratti dagli eventi di Appello Globale al Risveglio sul Clima verranno combinati, nel giro di poche ore, in un breve filmato per essere mostrato in 700 cinema collegati via satellite all’ anteprima mondiale di Age of Stupid. Le proiezioni (visualizzate anche sulla mappa) sono il 21 settembre negli Stati Uniti, il 22 settembre in oltre 40 altri paesi. Per ulteriori informazioni su The Age of Stupid (e acquistare biglietti), vedere:
http://www.ageofstupid.net

E continua a controllare la cartina geografica del grande appello globale al risveglio!
http://www.avaaz.org/it/tcktcktck_map
Scritto da: catetom alle ore 19:05 | link | commenti | Categoria: avaaz
venerdì, 18 settembre 2009
Quante volte Silvio?di Tommaso Cerno ed Emiliano Fittipaldi


Da L'espresso (é un pò lungo,ma abbiate pazienza,merita!)
Una festa ogni tre giorni. Ecco l'agenda del premier nei cinque mesi chiave della crisi. Quasi 40 serate in compagnia di belle ragazze. Saltando poi gli impegni di Governo  Villa CertosaSono come Superman. Lavoro 20 ore al giorno. Presiedo il governo del 'fare', dormo tre ore a notte. In sintesi, "sono il migliore in 150 anni di storia d'Italia". Silvio Berlusconi, è cosa nota, non brilla per modestia. Gli auto-elogi sono un refrain costante della sua auto-rappresentazione. Ma l'immagine di un lavoratore indefesso che cura dall'alba a notte fonda gli interessi del Paese sbiadisce di fronte allo sfoglio della sua agenda personale. Se l'imprenditore Giampaolo Tarantini ha raccontato di aver organizzato nelle case del presidente del Consiglio 18 incontri a cui hanno partecipato una trentina tra ragazze ed escort professioniste, i bagordi occupano in realtà una parte ancor più rilevante del calendario di Silvio. Incrociando le testimonianze di molte avventrici, le cronache mondane raccontate dalla stampa, le giornate fotografate da Antonello Zappadu e filmini registrati di nascosto da alcuni ospiti, 'L'espresso' ha ricostruito cinque mesi di vita del premier. Un periodo affastellato di feste e discoteche, viaggi di piacere in beauty farm e serate al Bagaglino. Da agosto 2008 a metà gennaio 2009, le settimane drammatiche della crisi economica mondiale, il presidente del Consiglio ha organizzato una quarantina di serate. In media, quasi una ogni tre giorni. Non esattamente il ruolino di marcia di uno statista stakanovista: ci sono intere settimane in cui Berlusconi sparisce, letteralmente, dalla scena. Lasciando un vuoto istituzionale spaventoso.Un'estate al mare Partiamo da agosto dello scorso anno. Il premier è in carica da soli tre mesi. L'obiettivo di Zappadu è puntato su Villa Certosa da settimane. Il 17 maggio ha già immortalato il presidente che passeggia con sei-sette ragazze nei i vialetti del parco, il 31 il primo ministro ceco Topolanek senza costume. Il 22 giugno le ragazze ospiti a Villa Certosa sono almeno cinque: le immagini di tre che fanno una doccia saffica finiscono sul 'Pais'. È solo l'antipasto. Il 3 agosto il premier fa arrivare un gruppetto di ragazze in elicottero, Zappadu le ritrae in topless e tanga. Il weekend successivo il Cavaliere inizia le sue vacanze. "Diciotto giorni dedicati al relax e alla famiglia", recita l'Ansa. Daniela Santanchè rafforza la versione ufficiale: "Berlusconi ha capito che il mood è cambiato. La stagione delle feste da 400 persone sugli yacht è ormai alle nostre spalle. Per questo Silvio ha scelto di stare in famiglia. Per primo ha capito che spendere 40 mila euro a sera è roba da cafonal". Forse l'amica non sa che l'11 agosto, mentre infuria la crisi tra Russia e Georgia, il premier ha organizzato un karaoke, ospiti Simon Le Bon dei Duran Duran, Simona Ventura, Giampaolo Tarantini, Sabina Began e amici vari. Il video della serata, con Berlusconi in giacca bianca che canta 'L'ultimo amore' con Apicella, finisce sul sito del nostro giornale. L'estate di Papi va avanti. Il 14, vigilia di Ferragosto, sul motoscafo Magnum 70 vengono fotografate altre bellezze in procinto di sbarcare sul molo della Certosa: ci sono Siria, famosa come la lesbica del 'Grande Fratello' ("Ero lì per esibirmi come mangiafuoco", dirà), la futura eurodeputata Licia Ronzulli, la valletta Susanna Petrone e altre quattro ragazze non meglio identificate. Probabile che la compagnia sia rimasta anche il giorno dopo, quando il Cavaliere riceve il miliardario Abramovich, mentre Roberto Maroni, insieme a Gianni Letta e Guido Bertolaso, erano al lavoro per la riunione del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza.Milan ed escort Il 17 agosto Berlusconi decide finalmente di tornare sul continente. Ma invece che a Roma per lavorare, vola a San Siro per Milan-Juventus. La sera stessa è di ritorno. Già: il 18, mentre le truppe russe puntano missili nucleari su Tbilisi, lui aspetta altre ospiti. 'L'espresso' ha potuto visionare nuove foto di Zappaddu: quella sera il parco della Certosa è invaso da bionde e brune, che arrivano su un elicottero della Fininvest. Il giorno dopo Sandro Bondi, forse ignaro del via vai nelle case del capo, annuncia il suo nuovo libro. Il titolo è impegnativo: "Berlusconi erede di Adriano Olivetti".
A inizio settembre, rientrato a Palazzo Grazioli, Berlusconi dovrebbe riprendere gli incontri internazionali. Un dispaccio dell'Ansa ipotizza che venerdì 5 il premier "dovrebbe incontrare il segretario di Stato Condoleezza Rice", mentre a metà mese è atteso a New York per l'assemblea generale dell'Onu. Il condizionale è d'obbligo, Silvio in agenda ha ben altri progetti. Il 5 settembre, secondo le dichiarazioni di Tarantini ai pm di Bari, al posto della Rice si materializza Vanessa Di Meglio, che resta a dormire a Palazzo Grazioli. "Tendenzialmente la stessa non è una professionista del sesso", spiega Giampi ai magistrati, "ma all'occorrenza non disdegna di essere retribuita per prestazioni sessuali". A settembre Berlusconi ha in agenda un altro incontro, quello con Terry De Nicolò, la escort che è andata a letto con l'assessore pugliese Sandro Frisullo.Onu? No grazie Il 23 settembre iniziano i lavori delle Nazioni Unite. Sono presenti tutti i leader del mondo. Durante la prima giornata parlano l'americano Bush, il francese Sarkozy, il presidente iraniano Ahmadinejad. Contemporaneamente Gianfranco Fini sta facendo visita al Bundestag, in Germania. A Roma il premier e l'amico Giampi hanno invece organizzato un party con Carolina Marconi, ex del 'GF', Francesca Garasi, Geraldine Semeghini, al tempo responsabile del privè del Billionaire e, di nuovo, la De Nicolò. L'allegra brigata fa le quattro di mattina. Il giorno dopo è un martedì. Berlusconi decide di non partire più per il Palazzo di Vetro. La scelta sarebbe legata alla crisi di Alitalia: il Cavaliere vorrebbe seguirla da vicino. Così vicino che si mette in viaggio in gran segreto per l'Umbria, destinazione Méssegué, il centro benessere dei vip, riaperto apposta per lui. Berlusconi di fatto scompare dai radar per cinque giorni. Frattini e Letizia Moratti sono costretti a presentare da soli l'Expo 2015 di Milano, mentre Gianni Letta, coadiuvato da Walter Veltroni, fa i salti mortali per far firmare la pace tra la Cai e i sindacati e salvare l'Alitalia. La settimana di Silvio finisce alla grande. Sabato 28 un elicottero della Protezione civile lo accompagna dal Méssegué a Ciampino, dove prosegue per Milano, destinazione San Siro. C'è il derby, e sugli spalti lo aspetta Tarantini. Ha portato con sé una nuova ragazza, l'Angelina Jolie di Bari. Si chiama Graziana Capone, che racconta a 'Repubblica' il post-partita: passeggiata in auto, arrivo ad Arcore, cena e festino con una decina di ragazze. Il Milan ha vinto uno a zero, il premier è euforico. "Abbiamo tirato fino a tardi, le quattro forse, qualcuna si è addormentata sul divano". Il fastidio alla schiena, di sicuro, è scomparso. Così, dopo poche ore di sonno, Berlusconi può rifesteggiare sul lago Maggiore il suo 72esimo compleanno, mettendo in scena una giornata tutta familiare. "Ora resto a lavorare", dice ai giornalisti, ignari dei bagordi ad Arcore: "Nessuna festa serale, perché abbiamo già festeggiato oggi".Giampi o Barack? A ottobre le 'serate' di Berlusconi sono (almeno) sette. Il 4 l'agenda ufficiale prevede un vertice del G4 in Francia sulla crisi. L'incontro dura poco, così il Cavaliere può partire in fretta da Parigi per materializzarsi al Lotus, locale trendy di Milano. Esce alle 6 e un quarto di mattina, attorniato da ragazze conosciute sulla pista. È inarrestabile. Dopo tre giorni entra prima al Bagaglino (titolo dello spettacolo: 'Partiti di testa'), poi continua la soirée a palazzo Grazioli con la Di Meglio, Barbara Guerra e la prostituta Ioana Visan, detta Ana. Solo il giorno prima, intervistato da Lilli Gruber, aveva definito la prostituzione un "fenomeno doppiamente grave: perché mortifica la donna e spesso si traduce in una vera e propria schiavitù". Appunto. Il 9, secondo Tarantini, la Visan è di nuovo a Palazzo Grazioli, insieme a Carolina Marconi e Barbara Guerra. Giovedì 16 Silvio torna dal Belgio e va a fare shopping. "Sono un po' stanco, perché sono reduce da aver difeso i nostri interessi a Bruxelles". Nonostante la fatica, organizza una festa dove incontra per la prima volta Patrizia D'Addario, accompagnata da Giampi e la solita compagnia di giro. La stanchezza non lo ferma nemmeno il 18 ottobre, quando torna a Villa Certosa, dove Zappadu lo fotografa insieme a due ragazze misteriose.
Il 21 ottobre Draghi lancia l'allarme recessione. Il Cavaliere da Napoli scandisce la sua ricetta: "I problemi si risolvono solo lavorando a tutte le ore, tutti i giorni, tutte le settimane". Peccato che a Palazzo Grazioli si continui a festeggiare in gran relax. Cena con Tarantini e tre amiche, Mary De Brito, Stella Schan e Donatella Marazza. Sempre in ottobre sono sue ospiti anche Sonia Carpendone, detta Monia, e Roberta Nigro. Sono giornate furibonde. L'Onda occupa gli atenei, la crisi dei mutui imperversa, tutti guardano alle elezioni americane. Mentre l'Italia si prepara alla notte bianca del 4 novembre per seguire la sfida Obama-McCain, Silvio organizza l'ennesima notte in bianco. È la notte chiave per il mondo, e anche per l'inchiesta di Bari. Quella in cui Giampi conferma di avere portato dal premier la D'Addario per la seconda volta, con Barbara Montereale e Lucia Rossini. Patrizia si rivedrà solo alle 8 del mattino successivo, quando racconterà a Giampi tutti i dettagli, mentre il premier lascia Palazzo Grazioli diretto a una fiera nel milanese. Obama? "Posso dargli consigli, sono più anziano", dice ai giornalisti.Settimana da sballo ll 26 novembre è il giorno degli attentati a Mumbai, 80 morti (il bilancio salirà), italiani in ostaggio. A Roma il presidente del Consiglio riceve i vertici Alitalia per tentare l'accordo su Malpensa e, in serata, lascia palazzo Grazioli. È atteso a piazza Colonna, dove Fabrizio Cicchitto festeggia 'l'addio alle stampelle'. Ma a Ciampino pare che un jet stia azionando le turbine per portarlo ad Arcore. È lo stesso Tarantini a descrivere il viaggio con Berlusconi e due ragazze, Maria Esther Garcia Polanco, detta Maristel, e la modella Michaela Pribisova. Il 27 nella capitale scoppia il giallo. Nessuno sa dove sia il Cavaliere. Il mattino dopo Tremonti presiede un vertice a Palazzo Chigi, al quale era atteso anche lui. I cronisti chiedono spiegazioni, circolano diverse ipotesi, dalla clinica Méssegué, alla trasferta a Portsmouth per vedere il Milan in coppa, fino al check-up al San Raffaele per le analisi di rito. Berlusconi riappare alle 20.30 a palazzo Grazioli: "Giallo? No, ero a Milano a lavorare". Chi aveva puntato sul bis alla beauty farm, però, non era andato lontano. Venerdì 28 Giampi e Silvio si rincontrano infatti al Méssegué. Ci sono anche Maristel e, stando alle intercettazioni, Barbara Guerra, che nel 2009 parteciperà al reality 'La Fattoria', e un'attrice di 'Vivere', Licia Nunez. Il premier resta in Umbria fino al 30.Noemi e le altre Il 2 dicembre a Montecitorio il clima è rovente. Il governo ha chiesto l'ennesima fiducia. Fini è infuriato, la Cisl annuncia 900 mila nuovi disoccupati. Il premier vola a Tirana, poi torna a Roma e attacca i giornali. Per la serata, invece, ha un bel programmino. Cena con Manuela Arcuri, che ai fedelissimi ripete essere "la donna più bella d'Italia". Ospiti anche Stella Maria Novarino, Luciana Francioli e Francesca Lana, quella cui Tarantini dice di avere ceduto coca in Costa Smeralda. Lo scontro sulla giustizia sta conquistando intanto le prime pagine. È una escalation, che culmina il 10 dicembre, con un Berlusconi piuttosto battagliero: "Cambieremo la costituzione da soli", proclama. Pure alla moglie Veronica, che ironizza sulla sua assenza alla Scala, risponde sarcastico: "Ero tornato a casa per accoglierla al suo ritorno". Sarà. Ma dal premier quella sera arrivano, stando all'interrogatorio di Giampi, Niang Kardiatou, detta Hawa, e tal Karen. Tarantini ha "pagato mille euro ciascuna". È un dicembre sfavillante, Silvio sembra tornato ragazzino. Il 15 alla festa del Milan lo scenario è proprio quello della Milano di 40 anni fa: in sala 600 invitati, due su tutti cari al premier. Una è Noemi, l'eterea biondina ancora minorenne che lo chiama "papi". Che non sia lì per caso lo dimostra il suo compagno di tavolo: è nientemeno che Fedele Confalonieri. A fare 'atto di presenza' c'è, poco più in là, ancora Karen.Povera schiena Due giorni dopo il premier salta un altro appuntamento ufficiale. Atteso al Quirinale per la cerimonia del Coni, non arriverà mai, così come nel pomeriggio diserterà gli auguri di Natale con Napolitano. La giustificazione è il solito "leggero mal di schiena". I programmi serali di quel 17 dicembre invece non vengono annullati. Nonostante le amarezze che arrivano dal Tribunale di Milano (i pm chiedono 4 anni e 8 mesi per l'avvocato Mills considerato "a libro paga di Berlusconi"), il capo del governo non rinuncia alla visita di Linda Santaguida, 'schedina' e poi riserva all''Isola dei Famosi', e della velina Camille Cordeiro Charao, "la sola che si fermò dal presidente", precisa Giampi. Coincidenza vuole sia anche l'ex compagna di Gianluca Galliani, il figlio di Adriano. Il 23 dicembre il premier fa recapitare al papa un messaggio di auguri: "Il Natale è un momento di riflessione sul messaggio cristiano di speranza, la famiglia è il nucleo centrale della società". La sera, però, fa ancora festa, stavolta con Carolina Marconi e Graziana Capone, prima di raggiungere Veronica e i figli per le Sante feste.
Il 28 Berlusconi lascia Roma per la Sardegna. Villa Certosa è già animata da ore. L'obiettivo di Zappadu ritrae un viavai di belle ragazze nei bungalow e a spasso per il parco. Vestite da giorno, o pronte per la notte. Il Capodanno è organizzato in grande stile. A mezzanotte i fuochi d'artificio per un centinaio di ospiti, fra cui di nuovo Noemi accompagnata dall'amica Roberta. In agenda c'è una telefonata al collega israeliano Olmert e, soprattutto, il party della Befana. Quando in villa ricompare Giampi assieme a Barbara Montereale, Chiara Guicciardi, ex meteorina di Fede, e Clarissa Campironi. Il calendario di Silvio prevede un'altra serata a Roma, il 14, con la Guicciardi e Letizia Filippi. Ma Barbara Montereale racconta in un'intervista anche di un incontro alla Certosa a metà del mese, dietro compenso, a differenza del 6 gennaio, accolta dalla Ronzulli, con la Petrone e una ventina di belle fanciulle. Il premier torna in Sardegna il 17, alla vigilia del vertice di Sharm el Sheikh sulla crisi di Gaza. Fa tappa ad Abbasanta e Nuoro per sostenere il futuro governatore Cappellacci. Con un gruppo di giovani sostenitori si lascia andare. "Lasciate che i pargoli vengano a me", dice felice. "E adesso diranno che mi paragono a Gesù".

Scritto da: catetom alle ore 22:43 | link | commenti | Categoria:
giovedì, 17 settembre 2009
Robert Doisneau

Due splendide fotografie di Robert Doisneau,l'una con il sapore di cose che non esistono più e l'altra con un umorismo che non si è spento nonostante il tempo trascorso.

Sunday morning 1945

L'orologio 1956

Scritto da: catetom alle ore 20:53 | link | commenti | Categoria: foto dautore, robert doisneau


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